TURISMO IN AUSTRIA. L’eleganza delle città, la magia della montagna e i sapori della tradizione.

Quando si varca la soglia della Hofburg a Vienna o si passeggia tra i giardini barocchi del Castello di Schönbrunn, la sensazione prevalente è quella di un viaggio nel tempo. Tuttavia, l’Austria ha compiuto un’operazione finanziaria e culturale straordinaria relativamente al patrimonio degli Asburgo; ha convertito i simboli di un impero dissolto nel 1918 in un portfolio di asset ad alto rendimento permanente.
Per oltre sei secoli, la dinastia degli Asburgo ha centralizzato ricchezze, artisti e maestranze nel cuore d’Europa. Il risultato è una concentrazione di capitale culturale unico al mondo per densità territoriale. Ma ciò che distingue il modello austriaco da quello di altre nazioni europee è il livello di integrazione economica; Palazzi storici, sale da concerto e persino i tradizionali Kaffeehäuser (patrimonio immateriale UNESCO) seguono rigidi protocolli di tutela che ne garantiscono l’attrattività commerciale, senza intaccarne l’autenticità.

Istituzioni storiche come la Wiener Staatsoper o i musei del Kunsthistorisches generano flussi continui di entrate dirette e un indotto massiccio per il settore ricettivo. La storia in Austria non è un costo di manutenzione a carico del contribuente, ma un moltiplicatore di valore. L’intero comparto del turismo — spinto in larga misura dal patrimonio culturale e paesaggistico genera annualmente un impatto economico complessivo che posiziona l’Austria ai vertici mondiali per rendimento pro-capite del settore. I proventi generati dall’indotto culturale e dal turismo non restano confinati nel settore dei servizi, ma vengono reinvestiti per finanziare la conservazione degli stessi beni monumentali, riducendo la dipendenza dai sussidi statali diretti e per sostenere le infrastrutture locali, consentendo un livello di mobilità e servizi pubblici ben superiore alla media dei paesi di pari dimensione demografica. Inoltre, il “Brand Austria”, legato a stabilità, eleganza e sicurezza storica, rende il Paese un hub privilegiato per sedi aziendali internazionali e investimenti esteri. In definitiva, l’Austria ha dimostrato che la storia non è un peso da sopportare né una rendita di posizione su cui adagiarsi, ma una risorsa strategica che — se gestita con visione industriale — garantisce stabilità economica e competitività globale nel XXI secolo.
In questo articolo faremo un viaggio tra il ritmo elegante del Danubio e le cime maestose delle Alpi, laddove la storia imperiale incontra la poesia dei paesaggi di montagna. Attraversare le sue cinque città simbolo significa immergersi in un patrimonio d’arte senza tempo. Ma andremo oltre le splendide architetture cittadine, per ritrovare la vera essenza del Paese, tra i borghi da fiaba incastonati nelle vallate e arrampicati sulle sponde dei laghi, dove le tradizioni centenarie sono ancora custodi di un’identità autentica. Un itinerario in terra austriaca è anche un’esperienza sensoriale completa, dove la cultura si vive seduti al tavolo. Dalle storiche Kaffeehäuser , pervase dal profumo di torta Sacher alle taverne di montagna (Hütten), fino alle pittoresche Heurigen — le tipiche frasche tra i vigneti —, ogni tappa racconta un legame profondo con la terra.
Viaggio tra le Architetture e il Fascino di Vienna, Innsbruck, Linz, Graz e Salisburgo.
VIENNA
Poche città al mondo sono così intimamente legate a una singola dinastia come Vienna lo è agli Asburgo. A differenza delle altre grandi potenze europee che costruirono il proprio potere sulla forza delle armi, gli Asburgo elevarono la diplomazia e le alleanze matrimoniali a vera e propria strategia politica. Sotto sovrani come l’imperatrice Maria Teresa e suo figlio Giuseppe II, l’Austria divenne un centro d’eccellenza per le riforme amministrative, la scienza e l’illuminismo, oltre che la capitale indiscussa della musica classica europea (dando i natali o accogliendo geni del calibro di Mozart, Beethoven e Strauss).

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Vienna divenne il crocevia intellettuale del mondo occidentale; Sigmund Freud gettava le basi della psicoanalisi, mentre artisti come Gustav Klimt ed Egon Schiele rivoluzionavano le arti visive. Tuttavia, sotto la superficie della vivacità culturale, la stabilità dell’Impero era minata dalle rivendicazioni nazionaliste dei numerosi popoli che lo componevano (tedeschi, ungheresi, slavi, italiani, rumeni). L’attentato di Sarajevo del 1914 all’arciduca Francesco Ferdinando fu la scintilla che innescò la Prima guerra mondiale e il definitivo sfaldamento del dominio asburgico.
Nel 1278, dopo la vittoria nella battaglia sul Marchfeld, Rodolfo I prese il controllo dei domini austriaci, rendendo Vienna il cuore del loro potere. Durante il suo governo, per oltre seicento anni, dal 1278 al 1918, la casata imperiale non si è limitata a governare da questa capitale, ma l’ha progettata, ampliata e scolpita a propria immagine e somiglianza. Il patrimonio architettonico e artistico che oggi definisce l’identità viennese non è frutto del caso, bensì il risultato di una consapevole strategia politico-culturale volta ad affermare il potenziale estetico dell’Impero Austro-Ungarico. L’eredità asburgica a Vienna si articola attraverso una complessa rete di palazzi, istituzioni e infrastrutture urbane. Il cuore pulsante del potere politico era ed è la Hofburg, il complesso residenziale urbano che ogni sovrano ha arricchito con nuove ali, cortili e collezioni private, trasformandolo in un vero e proprio labirinto di stili che spaziano dal gotico al neobarocco. A fare da contraltare alla residenza cittadina fu edificato il Castello di Schönbrunn, concepito per rivaleggiare con la Versailles dei Borbone. Sotto l’impulso dell’imperatrice Maria Teresa nel XVIII secolo, Schönbrunn divenne il simbolo del barocco austriaco e il centro della vita di corte estiva, circondato da giardini monumentali che riflettevano l’ordine e il rigore dell’amministrazione asburgica.
Il contributo più radicale alla forma attuale di Vienna arrivò, però, verso la fine del dominio asburgico. Nel 1857, l’imperatore Francesco Giuseppe I ordinò la demolizione delle antiche mura medievali per fare spazio al Ringstraße, un imponente boulevard circolare destinato a connettere il centro storico con i sobborghi in espansione. Dal punto di vista architettonico, il viale è il trionfo dello Storicismo (Historismus), una corrente eclettica che non cercava un unico stile “contemporaneo”, ma riutilizzava gli stili del passato assegnando a ciascun edificio una precisa cifra stilistica basata sulla sua funzione civile e culturale.

Percorrendo il Ring, infatti, troviamo:
- Il Parlamento (Parlament) – Neoclassicismo – Progettato dall’architetto danese Theophil von Hansen ed edificato tra il 1874 e il 1883, il Palazzo del Parlamento è il massimo esempio di Neoclassicismo grecheggiante lungo il Ring. L’ispirazione stilistica è data dall’architettura dell’antica Grecia, considerata la culla della democrazia e del pensiero filosofico occidentale.
- Il Municipio (Rathaus) – Neogotico – Costruito tra il 1872 e il 1883 su progetto di Friedrich von Schmidt, il Municipio di Vienna adotta uno stile Neogotico di matrice civica. Qui l’ispirazione arriva dai palazzi comunali delle Fiandre e delle città mercantili del tardo Medioevo, simbolo di autonomia cittadina e potere civico.
- I musei Gemelli (Kunsthistorisches e Naturhistorisches Museum) – Neorinascimento – Progettati congiuntamente da Gottfried Semper e Karl von Hasenauer ed eretti tra il 1871 e il 1891, i due musei imperiali costituiscono un complesso simmetrico affacciato sulla Maria-Theresien-Platz.Sono essi ispirati al Rinascimento italiano e imperiale, inteso come l’epoca d’oro della rinascita delle scienze, della cultura e delle arti visive.
- L’Opera di Stato (Wiener Staatsoper) – Neorinascimento – neobarocco – Inaugurata nel 1869 su progetto di August Sicard von Sicardsburg e Eduard van der Nüll, fu la prima grande opera pubblica completata sulla Ringstraße. L’edificio che si ispira al Neorinascimento, fortemente influenzato dallo stile neobarocco francese fu inizialmente oggetto di severe critiche da parte dell’opinione pubblica e dell’imperatore per via della sua altezza sproporzionata rispetto al livello stradale rialzato, un episodio che segnò tragicamente la vita dei due architetti prima che l’edificio venisse pienamente rivalutato.
- La Chiesa Votiva (Votivkirche) – Neogotico Cattedrale – Situata nella sezione settentrionale del Ring, la Votivkirche fu progettata da Heinrich von Ferstel ed edificata tra il 1856 e il 1879 come ex-voto per il miracoloso salvataggio di Francesco Giuseppe da un attentato. Essa si ispira al Gotico francese del XIII secolo, caratterizzato dal verticalismo sacro.
Grinzing. L’Anima Rustica e Vinicola della Capitale Austriaca
Se si desidera uscire dalla città per trascorrere alcune ore nel verde è sufficiente prendere il Tram 38, che parte dal Ring e in 25 minuti si arriva nel centro di Grinzing. Adagiato ai piedi della Selva Viennese (Wienerwald), nel diciannovesimo distretto di Vienna (Döbling), Grinzing è uno dei quartieri più affascinanti e caratteristici della capitale austriaca. Un tempo villaggio indipendente, noto fin dal XII secolo, conserva intatta l’atmosfera di un borgo rurale d’altri tempi, famoso in tutto il mondo per la sua cultura enogastronomica e per i suoi iconici Heurigen, le tradizionali taverne a conduzione familiare dove i vignaioli locali servono il vino nuovo dell’ultima vendemmia. Vi si trovano cortili interni ricoperti d’uva alpina, tavoli di legno grezzo, musica dal vivo eseguita con fisarmonica e cetra e luci soffuse. Il vino viene accompagnato da ricchi buffet a base di piatti tradizionali: dallo Schweinsbraten (arrosto di maiale) ai formaggi spalmabili come il Liptauer, fino agli strudel dolci e salati.
Oggi Vienna è meta privilegiata del turismo austriaco, ma rappresenta, anche, il vero centro finanziario, culturale e congressuale della nazione. La strategia viennese dimostra come una grande metropoli possa bilanciare l’afflusso internazionale — che rappresenta circa l’83% del totale dei visitatori — con un’elevata qualità della vita per i residenti, evitando le insidie del turismo d’assalto attraverso la pianificazione e la diversificazione. A differenza di molte altre capitali europee, Vienna non gestisce la presenza turistica come un settore isolato, ma applica una visione strategica nota come Visitor Economy Strategy (Optimum Tourism). Questa cornice programmatica non punta all’aumento indiscriminato dei volumi, bensì al valore economico diffuso generato su tre direttrici:
- I flussi turistici sono canalizzati attraverso una rete di trasporto pubblico capillare, riducendo a zero la necessità di trasporto privato su gomma nei centri storici.
- Oltre il 60% dell’offerta alberghiera cittadina si posiziona nei segmenti a 4 e 5 stelle. La presenza di catene e boutique hotel di lusso garantisce che l’impatto economico per singolo visitatore rimanga elevato.
- La promozione non si limita al distretto centrale (l’Innere Stadt), ma redistribuisce i turisti nei quartieri limitrofi (come il MuseumsQuartier o i distretti creativi di Neubau e Leopoldstadt), sostenendo il commercio e la ristorazione di quartiere.
Il fattore di forza più rilevante della capitale austriaca è l’industria degli eventi e dei congressi (MICE). Vienna si posiziona stabilmente ai vertici delle classifiche mondiali (ICCA e UIA) come destinazione privilegiata per simposi medici, scientifici, corporate ed eventi diplomatici internazionali. I partecipanti ai congressi spendono in media il doppio rispetto al normale turista e tendono a viaggiare nei mesi autunnali e primaverili, garantendo la totale destagionalizzazione delle entrate per il settore alberghiero e per la filiera dei servizi professionali. La forza economica di Vienna risiede, infine, nell’interdipendenza tra turismo e vivibilità. Per anni consecutivi al vertice degli indici mondiali sulla qualità della vita (Mercer e Economist Intelligence Unit), la città sfrutta le entrate generate dal settore ricettivo e dai congressi per co-finanziare la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche. Parte dei ricavati della tassa di soggiorno viene destinata a progetti di efficientamento energetico, piantumazione urbana e digitalizzazione dei beni culturali. Contrariamente alle metropoli modellate dal turismo di massa espresso, i caffè storici, le Heurigen (taverne tradizionali del vino) e i parchi pubblici rimangono spazi condivisi tra residenti e visitatori alla pari, preservando il tessuto sociale ed evintando tensioni legate al turismo.
I Kaffeehäuser viennesi e la Vera Storia della Sacher.

Tra le pareti stuccate, gli specchi dorati e il profumo avvolgente di miscele tostate, la cultura della casa del caffè austro-ungarica (il Wiener Kaffeehaus) non è semplicemente un modo di bere una bevanda calda, ma una vera e propria filosofia di vita. Riconosciuta nel 2011 dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, l’atmosfera dei locali viennesi e austriaci è un’istituzione che resiste al tempo e alla frenesia della vita moderna.
La leggenda narra che la storia del caffè a Vienna sia iniziata nel 1683, subito dopo l’assedio ottomano. Le truppe turche in ritirata lasciarono dietro di sé dei sacchi pieni di strani chicchi scuri. Fu Georg Franz Kolschitzky, che aveva servito come spia per gli austriaci, a richiedere quei sacchi come ricompensa, aprendo la prima bottega del caffè e addolcendo la bevanda amara con latte e miele. Nel corso del XIX e XX secolo, questi spazi si sono evoluti da semplici bar a veri e propri salotti intellettuali. Nomi come Stefan Zweig, Sigmund Freud, Egon Schiele, Gustav Klimt e persino Lev Trockij trascorrevano le loro giornate nei Kaffeehäuser, scrivendo, dibattendo o semplicemente osservando il passaggio delle persone.
Entrare in un grande caffè di Vienna significa accettare un preciso rito sociale, scandito da dettagli inconfondibili. Il cameriere, tradizionalmente vestito in abito scuro, gestisce la sala con un mix di eleganza e formale distacco. Ogni caffè viene servito su un vassoio d’argento accompagnato da un bicchiere d’acqua fresca, sopra il quale è appoggiato al contrario il cucchiaino. Una volta ordinata una tazza di caffè, si acquisisce il diritto di rimanere seduti per ore senza che nessuno chieda di ordinare di nuovo. È il concetto di “spazio dove si consuma il tempo, ma si paga solo il caffè”.
Su appositi bastoni di legno rilegati (Zeitungshalter), i clienti trovano i principali giornali nazionali e internazionali da sfogliare con calma. Se chiedeste semplicemente “un caffè”, però, potreste ricevere un’occhiata perplessa. Infatti, l’esperienza non può dirsi completa senza un dolce tradizionale da abbinare: dalla celebre Sachertorte all’Apfelstrudel tiepido con salsa alla vaniglia.

Il dolce iconico austriaco dei Kaffeehäuser è certamente la Sachertorte, creata nel 1832 dal sedicenne apprendista cuoco Franz Sacher per il principe Klemens von Metternich. È composta da una base di pan di Spagna al cioccolato, un sottile strato di confettura di albicocche e una glassa lucida di cioccolato fondente. Forse non tutti sanno, però, che essa fu oggetto di una storica disputa legale, durata decenni tra l’Hotel Sacher e la pasticceria Demel, su chi potesse fregiarsi del titolo di “Originale”. Per comprendere il motivo della lite bisogna risalire alle origini del dolce e ai legami di parentela della famiglia Sacher.
Nel 1832 il giovane apprendista Franz Sacher inventò il dolce alla corte del principe Metternich. Anni dopo, suo figlio Eduard Sacher lavorava presso la prestigiosa pasticceria di corte Demel, dove perfezionò la ricetta del padre e iniziò a vendere la torta riscuotendo un successo enorme. Nel 1876, Eduard lasciò Demel per fondare l’Hotel Sacher vicino all’Opera di Vienna, portando con sé la ricetta e vendendo la torta sia in hotel sia da Demel. Fin a questo momento tutto procedette senza problemi, ma, negli anni della grande depressione economica (1934), l’Hotel Sacher rischiò il fallimento. Il figlio di Eduard, anch’esso Eduard Sacher, decise di vendere a Demel i diritti esclusivi per la produzione della “Original Sachertorte” in cambio di un sostegno finanziario. Poco dopo, la famiglia Gürtler rilevò l’Hotel Sacher, lo risanò e ricominciò a produrre e commercializzare la torta, promuovendola con il marchio di Original Sachertorte.
Nel 1938 Demel decise di fare causa all’Hotel Sacher per uso indebito del nome. La Seconda Guerra Mondiale interruppe il processo, ma nei primi anni ’50 la lite giudiziaria riprese a pieno ritmo. La disputa non riguardava solo il nome commerciale, ma anche la ricetta stessa:
- Versione dell’Hotel Sacher: La torta ha due strati di confettura di albicocche (uno al centro della base di pan di Spagna e uno sotto la glassa).
- Versione Demel: La confettura di albicocche viene stesa in un unico strato, posizionato direttamente sotto la glassa di cioccolato.

I tribunali viennesi dovettero ascoltare decine di testimoni, esperti di pasticceria e storici, valutando persino se il burro o la margarina dovessero far parte della ricetta originale di Franz Sacher.
Nel 1965, dopo 27 anni di dibattimenti, le parti giunsero a un accordo extra-giudiziale definitivo che definì i confini del marchio e stabilì che l’Hotel Sacher poteva chiamare la propria torta “Original Sacher-Torte”, con bollo rotondo in cioccolato, mentre Demel L’avrebbe chiamata “Eduard-Sacher-Torte” con sigillo triangolare in cioccolato.
Ancora oggi entrambe le istituzioni rivendicano la bontà della propria versione; la torta dell’Hotel Sacher risulta leggermente più soffice grazie allo strato interno di marmellata, mentre la versione di Demel presenta una glassa leggermente più spessa e croccante.
INNSBRUCK
Incastonata nel cuore del Tirolo austriaco, Innsbruck offre un contrasto unico in Europa: l’eleganza raffinata dell’architettura asburgica si fonde direttamente con la maestosità della catena montuosa del Karwendel.
Una città dove è possibile passeggiare tra palazzi barocchi e, in soli venti minuti, ritrovarsi a oltre 2.000 metri d’altezza ad ammirare le Alpi.Il centro storico (Altstadt) si sviluppa lungo le sponde del fiume Inn e conserva intatta l’atmosfera dell’epoca imperiale.
Nel centro troviamo il famoso Tettuccio d’Oro, simbolo indiscutibile della città; questo bow-window fu fatto costruire dall’imperatore Massimiliano I nel 1500. È decorato con 2.657 tegole di rame dorato a fuoco che risplendono sotto il sole tirolese.
Il Palazzo Reale fu l’antica residenza dei conti del Tirolo e successivamente riorganizzata dall’imperatrice Maria Teresa; la Hofburg racchiude sale da ballo sfarzose e appartamenti imperiali perfettamente conservati.
Da visitare la Chiesa di Corte. Nota per ospitare il cenotafio di Massimiliano I, la chiesa è sorvegliata dai cosiddetti Schwarze Mander (gli “Uomini Neri”), 28 statue bronzee a grandezza naturale che raffigurano antenati ed eroi storici.
La città, però, ha saputo integrare le opere del passato con interventi di architettura contemporanea firmati da grandi maestri internazionali, come Zaha Hadid.Esempio ne sono la funivia della Nordkette e il trampolino del Bergisel.

Progettata da Zaha Hadid, la stazione di partenza della funivia nel centro città e la linea della Hungerburgbahn ricordano forme glaciali fluide. Dal centro si raggiunge la cima del Seegrube e della Hafelekar (2.256 metri) per un panorama a 360 gradi sulla valle dell’Inn.
Altra opera iconica firmata da Hadid è il famoso trampolino; esso non è solo la sede dello storico torneo di salto con gli sci, ma ospita al suo interno un ristorante panoramico e una terrazza con vista sull’intera conca cittadina.
Visitare Innsbruck significa anche immergersi nei sapori e nei ritmi del Tirolo.
In inverno, con sei stazioni sciistiche collegate direttamente alla città, Innsbruck è un paradiso per gli sport invernali. Da metà novembre a dicembre, le vie del centro ospitano tra i mercatini di Natale più suggestivi d’Europa.
In estate la rete di sentieri della Nordkette e del vicino altopiano di Mieming offrono percorsi per escursionisti di ogni livello, vie ferrate e tracciati per mountain bike.
LINZ
Adagiata lungo le sponde del Danubio, capoluogo dell’Alta Austria, questa città ha saputo compiere una metamorfosi straordinaria: da polo industriale del dopoguerra a capitale dell’arte digitale, della cultura e dell’innovazione. Dal 2014 Linz è membro della “rete delle Città Creative'” UNESCO (UCCN) come “Città delle arti dei media” ed offre un contrasto unico tra eleganti vicoli barocchi e architetture avveniristiche illuminate dai LED. Il viaggio non può che partire dalla Hauptplatz, una delle piazze monumentali più grandi d’Europa. Dominata al centro dalla maestosa Colonna della Trinità in marmo bianco, la piazza è circondata da palazzi storici dai toni pastello. A pochi passi si estende la Altstadt (il centro storico), un intreccio di viuzze ciottolate, cortili rinascimentali nascosti e botteghe artigiane.
I luoghi simbolo del centro storico sono il Mariendom, che è la chiesa più capiente d’Austria, capolavoro neogotico capace di ospitare fino a 20.000 persone, famoso per le sue spettacolari vetrate e il Castello di Linz (Schlossmuseum). Il Castello, arroccato sopra la città vecchia, fonde un’ala storica con una modernissima struttura in vetro, offrendo una vista mozzafiato sul Danubio e collezioni d’arte e storia naturale. Nessuna visita alla città vecchia è completa senza una sosta in una delle sue storiche pasticcerie per degustare la celebre Linzer Torte. Ritenuta la ricetta di torta più antica del mondo (risalente al XVII secolo), conquista con la sua frolla alle spezie e frutta secca arricchita da una confettura di ribes rosso.

Lungo il Danubio, l’orizzonte cittadino cambia radicalmente, rivelando l’anima contemporanea di Linz. Quando scende la sera, le facciate in vetro dei due musei principali si accendono di colori, regalando riflessi spettacolari sull’acqua.
Qui troviamo l’Ars Electronica Center, soprannominato il “Museo del Futuro”. Si tratta di un centro espositivo e di ricerca unico al mondo. Qui l’intelligenza artificiale, la robotica, la biotecnologia e l’arte digitale si fondono in laboratori interattivi. Esperienze come il Deep Space 8K permettono di immergersi letteralmente in proiezioni tridimensionali ad altissima risoluzione.
E poi il Lentos Kunstmuseum, che è ospitato da un ‘imponente edificio a ponte sul fiume ed ospita una collezione d’arte moderna e contemporanea di livello internazionale, con capolavori di Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka.
Nella zona del porto industriale, centinaia di enormi murales firmati da street artist di fama mondiale hanno trasformato anonimi magazzini in una delle gallerie d’arte urbana all’aperto più grandi d’Europa. I Mural Harbor. Per ammirare Linz in tutta la sua estensione, basta salire a bordo della Pöstlingbergbahn, una delle ferrovie d’adesione più ripide al mondo. In appena venti minuti si raggiunge la cima della collina del Pöstlingberg, a 539 metri d’altitudine, con un santuario barocco una splendida vista panoramica sulla valle del Danubio.
GRAZ
Situata nella regione della Stiria (Steiermark), Graz è la seconda città più grande dell’Austria, ma conserva un’atmosfera a misura d’uomo che combina fascino medievale, audacia architettonica e una cultura gastronomica unica. Riconosciuta dall’UNESCO sia come patrimonio dell’umanità per il suo centro storico, sia come “Città del Design”, Graz rappresenta una delle mete più dinamiche e affascinanti del centro Europa.

La particolarità di Graz risiede nel contrasto armonioso tra la sua architettura storica e le sue installazioni futuristiche.
La collina che domina la città è raggiungibile a piedi, tramite funicolare o ascensore panoramico. In cima si erge la Torre dell’Orologio, il simbolo indiscusso di Graz, da cui si gode una vista a 360° sui tetti di tegole rosse della città.
Un labirinto di vicoli rinascimentali e barocchi, conservati in modo impeccabile, costituisce il centro storico. Da non perdere il cortile interno del Landhaus (sede del parlamento regionale), capolavoro del Rinascimento italiano.
La Kunsthaus Graz (La casa dell’arte), soprannominata affettuosamente dai locali “The Friendly Alien”, è una struttura d’arte contemporanea dalla forma organica e bluastra che sorge sulla riva del fiume Mur, sfidando l’architettura classica circostante.

In Austria, Graz è considerata la capitale gastronomica per eccellenza. La posizione meridionale le regala un clima mite che favorisce la produzione agricola locale. Il mercato di Kaiser-Josef-Platz è il luogo ideale per assaggiare i prodotti a chilometro zero dei contadini della regione, dai formaggi ai prosciutti tradizionali.
I dintorni della città producono alcuni dei migliori vini bianchi d’Europa, tra cui spiccano il Sauvignon Blanc e lo Schilcher.
Graz è affascinante tutto l’anno, ma esprime il meglio di sé in primavera/estate per i tavolini all’aperto e i festival culturali, oppure a dicembre durante i caratteristici mercatini di Natale.
SALISBURGO
Incastonata lungo le rive del fiume Salzach e dominata dalle vette alpine, Salisburgo è una delle città più affascinanti d’Austria. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, la città unisce in un perfetto equilibrio la sua anima barocca, la grande tradizione musicale legata a Wolfgang Amadeus Mozart e una vivace vita culturale. Il centro storico di Salisburgo (Altstadt) si visita comodamente a piedi, passeggiando tra piazze monumentali e vicoli medievali.

Getreidegasse è la via principale. Questa celebre via commerciale è caratterizzata da eleganti insegne in ferro battuto e cortili interni. Al civico 9 si trova la Mozarts Geburtshaus, la casa dalla facciata gialla dove il compositore nacque nel 1756, oggi adibita a museo con oggetti personali e strumenti dell’epoca.Il Duomo di Salisburgo è un capolavoro dell’architettura barocca con una maestosa cupola ottagonale e una facciata in marmo dell’Untersberg. Qui fu battezzato Mozart e venne installato l’organo da lui suonato negli anni di servizio alla corte arcivescovile. Si giunge poi nella Residenzplatz. La piazza principale di Salisburgo è dominata dalla fontana barocca e dall’imponente Residenza degli Arcivescovi. Il complesso museale del DomQuartier permette di percorrere le sale di rappresentanza e le gallerie d’arte dei principi-vescovi.
Fortezze e palazzi sono i veri gioielli di questa città. L’abbazia di San Pietro fu fondata nel 696 ed è una delle abbazie benedettine più antiche del mondo germanico. Il complesso comprende una chiesa romanico-barocca, una suggestiva biblioteca e un cimitero monumentale scavato nella roccia del Monte Mönchsberg. La Fortezza di Hohensalzburg, raggiungibile a piedi con la storica funicolare è uno dei Castelli medievali meglio conservati ed offre una visita a 360 gradi sulla città.Sulla sponda nord del fiume Salzach troviamo poi il Palazzo di Mirabell con i suoi meravigliosi giardini, caratterizzati dalle loro aiuole geometriche, aperti al pubblico. Subito fuori dalla città, si può raggiungere, con il battello panoramico Amadeus, il Castello di Hellbrunn, residenza estiva barocca famosa per i suoi giochi d’acqua le fontane a sorpresa.

Salisburgo è universalmente nota come capitale della musica classica. Ogni estate la città ospita il Festival di Salisburgo (Salzburger Festspiele), una delle rassegne di lirica e prosa più prestigiose al mondo. Durante tutto l’anno si tengono inoltre concerti nelle sale barocche del Palazzo Mirabell e nella Fortezza.
Tra le esperienze culinarie da non perdere, i Mozartkugeln originali, le celebri praline di marzapane al pistacchio, gianduia e cioccolato fondente, che furono inventate nel 1890 dal pasticcere Paul Fürst
Viaggio nelle Alpi austriache, tra itinerari mozzafiato, tradizioni secolari e cucina tipica.
Se Vienna rappresenta il cuore pulsante del turismo urbano e culturale, l’arco alpino costituisce il vero polmone economico dell’Austria. Regioni come il Tirolo, il Salisburghese e il Vorarlberg trasformano da decenni le loro vette in un’industria ad altissima intensità di capitale. In Tirolo, per esempio, il turismo arriva a generare direttamente e indirettamente fino a un terzo del prodotto interno lordo regionale. Tuttavia, il modello alpino austriaco affronta oggi una doppia sfida sistemica; da un lato, l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai e sul manto nevoso, e dall’altro la necessità di convertire impianti di risalita da record in motori di transizione ecologica sostenibile. L’Austria ha strutturato il turismo invernale con una precisione industriale ineguagliata in Europa. Piuttosto che basarsi esclusivamente sulla ricettività tradizionale, le valli alpine hanno creato veri e propri colossi dell’impiantistica. Ogni anno, gli operatori privati e le partecipate regionali reinvestono centinaia di milioni di euro in modernizzazione, sicurezza e digitalizzazione degli impianti. Oltre l’80% delle piste austriache è coperto da sistemi di innevamento tecnico alimentati da bacini d’accumulo dedicati. Questi bacini, sempre più spesso integrati nel paesaggio, vengono gestiti tramite algoritmi meteo per ottimizzare il consumo idrico ed energetico. Il riscaldamento globale ha imposto un cambio di paradigma urgente. L’innalzamento della quota media delle nevicate e il ritiro dei ghiacciai storici (come l’Oetztal o il Pasterze) hanno spinto l’Austria a ripensare radicalmente il concetto di vacanza montana. L’estate alpina non è più considerata una “bassa stagione”. Lo sviluppo di reti per e-bike, parchi avventura ad alta quota, percorsi wellness termali e trekking gastronomici ha portato le presenze estive a pareggiare — e in alcune valli persino a superare — quelle invernali. Progetti pionieristici come Alpine Pearls (di cui fanno parte località come Werfenweng) incentivano i turisti a raggiungere le Alpi in treno (grazie alla capillare rete ÖBB), fornendo in loco veicoli elettrici, navette gratuite e mobilità dolce. Molti comprensori sciistici stanno installando pannelli solari bifacciali sulle stazioni di risalita e lungo le barriere paravento, sfruttando l’elevata irradiazione solare in quota per rendere gli impianti energeticamente autosufficienti.
Ricordiamo qui cinque paesi, dove passare qualche giorno per meglio comprendere la magia delle montagne austriache.

- Hallstatt (Salzkammergut)
Dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Hallstatt è il borgo alpino per eccellenza. Le sue case in legno del XVI secolo si arrampicano sulla parete rocciosa a picco sul lago omonimo. Famoso per la miniera di sale più antica del mondo (oltre 7.000 anni di storia), offre scorci spettacolari dal punto panoramico Skywalk.
- Alpbach (Tirolo)
Votato più volte come “il paese più bello d’Austria”, Alpbach conserva un’omogeneità architettonica unica grazie a una legge comunale che impone la costruzione di sole case in legno nello stile tradizionale tirolese. In estate i balconi si riempiono di gerani pluripremiati, mentre in inverno il borgo diventa la porta d’accesso al comprensorio Ski Juwel.
- Zell am See (Salisburghese)
Situato su una penisola che si allunga nel lago Zeller See, questo centro storico combina l’atmosfera elegante di una cittadina di villeggiatura con la maestosità delle Alpi. Alle sue spalle si erge il monte Schmittenhöhe, mentre a breve distanza si trova il ghiacciaio Kitzsteinhorn, che permette di sciare quasi tutto l’anno.
- Kitzbühel (Tirolo)
Famosa in tutto il mondo per la gara di coppa del mondo di sci sulla pista Streif, Kitzbühel affascina anche per il suo centro storico medievale dipinto a colori vivaci. È la meta ideale per chi cerca una combinazione di sport invernali, boutique di lusso e ristoranti di alto livello.
- Heiligenblut am Großglockner (Carinzia)
Situato ai piedi del Großglockner (3.798 m), la montagna più alta d’Austria, Heiligenblut è celebre per il profilo della sua chiesa gotica St. Vinzenz, incorniciata dalla vetta piramidale del monte. È la tappa di partenza ideale per percorrere la panoramica strada alpina Großglockner Hochalpenstraße.
La cucina dei rifugi alpini
Quando si decide di passare qualche giorno in questi paesi e approfittare dei sentieri per le passeggiate in estate o degli impianti per sciare, non si può fare a meno di gustare la tipica cucina dei rifugi. La cucina tirolese e da rifugio (Hüttenkulinarik) è una cucina di montagna schietta, sostanziosa e pensata per ristorare gli escursionisti dopo una giornata tra le vette. Nata dalla necessità dei contadini di utilizzare ingredienti semplici e a km zero (pane raffermo, patate, formaggio di malga, uova e carne essiccata), si è trasformata in una delle tradizioni gastronomiche più amate delle Alpi. Il tutto accompagnato da una buona birra e snaps.
I Canederli (Knödel) sono il vero simbolo della cucina alpina. Si tratta di grandi gnocchi a base di pane raffermo tagliato a dadini (Knödelbrot), ammorbidito nel latte e legato con uova, farina ed erba cipollina. Si trovano in più varianti, con lo speck, con il formaggio o gli spinaci.
Anch’esso piatto di recupero per eccellenza, nato per riciclare l’arrosto della domenica, il Tiroler Gröstl è oggi uno dei piatti più richiesti nei rifugi, servito direttamente nella padella in ghisa in cui viene cucinato. E’ fatto con patate lesse ripassate in padella con burro o strutto, cipolle rosolate e pezzi di carne di manzo o maiale (o Speck) insaporiti con cumino, maggiorana, sale e pepe.
Gli Spätzle, invece, sono piccoli gnocchetti di forma irregolare preparati gocciolando un impasto fluido di farina, uova e acqua direttamente nell’acqua bollente tramite uno speciale attrezzo forato (Spätzlehobel). Vengono saltati in padella con abbondante formaggio di montagna fuso (che crea lunghi fili) e coronati da una montagna di cipolle fritte croccanti.
Il pasto termina solitamente con una fetta di strudel fatto in casa o con il Kaiserschmarrn, Il re dei dolci da rifugio. Una crêpe spessa e soffice spaccata a pezzi in padella, caramellata con zucchero e uvetta e servita calda con composta di prugne o mirtilli rossi.
Feste della tradizione austriaca. Le celebrazioni popolari da non perdere
Se Vienna rappresenta l’eleganza imperiale, il Tirolo e le regioni alpine dell’Austria (Salisburghese, Vorarlberg, Carinzia e Stiria) ne incarnano l’anima più autentica, antica e selvaggia. Qui le tradizioni sono rappresentate da riti sociali vissuti con profondo orgoglio, fortemente legati al ciclo delle stagioni, alla fede cattolica e al folklore pagano di montagna. Non si tratta di uno spettacolo per i turisti, ma può essere entusiasmante parteciparvi. Vediamo le principali.
- L’Almabtrieb. Il Ritorno a Valle del Bestiame

Tra settembre e ottobre, il rientro del bestiame dai pascoli di alta montagna (Almen) al fondovalle è una delle feste più partecipate di tutte le Alpi. Se la stagione estiva in alpeggio si è svolta senza incidenti per gli animali e per i pastori, le mucche leader (Kranzkuh) vengono ornate con elaborati copricapi di fiori freschi, rami di pino, nastri colorati, specchietti scaramantici e simboli religiosi. All’arrivo nei paesi si allestiscono mercati contadini dove si degustano formaggi di malga, si ascolta musica Volksmusik e si balla in abiti tradizionali.
- I Fuochi del Sacro Cuore (Herz-Jesu-Feuer). Nel mese di giugno (la domenica successiva al Corpus Domini), le vette delle montagne del Tirolo si illuminano nella notte con centinaia di falò che disegnano giganti cuori fiammeggianti, croci e simboli cristiani. Alla fine del 1700, durante le guerre napoleoniche, le truppe tirolesi guidate ideologicamente da Andreas Hofer affidarono la protezione della propria terra al Sacro Cuore di Gesù. Dopo la vittoria contro i francesi e i bavaresi, il voto viene rinnovato ogni anno accendendo questi maestosi fuochi di ringraziamento in cima ai monti.
- Il Periodo Invernale.Durante l’Avvento, le calde atmosfere dei mercatini di Natale cedono il passo a tradizioni arcaiche e inquietanti che risalgono a riti pagani precristiani per scacciare gli spiriti dell’inverno. I Krampus sono Figure demoniache con maschere di legno scolpite a mano, corna caprine, pelli di capra e grandi campanacci in vita. Accompagnano San Nicola; mentre il santo premia i bambini buoni, i Krampus spaventano e puniscono chi si è comportato male. I Perchten compaiono a Inizio Gennaio. Tipici del Salisburghese e del Tirolo durante le “Dodici Notti” natalizie. Divisi in Schiachperchten (brutti e spaventosi, scacciano l’inverno) e Schönperchten (belli e portatori di fortuna per il nuovo anno).

- I Riti di Primavera. Il Carnevale sulle Alpi austriache è una cosa seria e in molti paesi si celebra solo ogni 3-5 anni con eventi di portata imponente (alcuni riconosciuti dall’UNESCO): Imster Schemenlaufen, a Imst in Tirolo, è una spettacolare sfilata di personaggi in maschera divisi in Roller (che saltano facendo risuonare piccoli sonagli) e Scheller (che trasportano pesanti campanacci fino a 30 kg). Il loro ballo rituale simboleggia la vittoria della primavera sull’inverno. Quando il Roller e lo Scheller si posizionano l’uno di fronte all’altro per eseguire la danza rituale (das Gängeln), la fusione tra il suono acuto delle Rollen e quello grave delle Schellen produce un’armonia acustica ipnotica.
L’Imster Schemenlaufen è considerata una delle tradizioni carnevalesche più imponenti, affascinanti e antiche di tutto l’arco alpino, tanto da essere stata inserita nel 2012 nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Si svolge nella cittadina tirolese di Imst con una cadenza del tutto particolare: solo una volta ogni quattro anni (oppure ogni tre anni per la versione giovanile, il Bubenfasnacht). Questa attesa crea un’atmosfera di tensione mitica e trepidazione che coinvolge l’intera comunità per mesi. Per lunghissima tradizione, tutti i ruoli dell’Imster Schemenlaufen sono interpretati esclusivamente dagli uomini del paese di Imst, compresi i ruoli femminili come quelli delle streghe o del Roller. Questo legame profondo con il territorio fa sì che ogni costume e maschera in legno sia un bene di famiglia tramandato con orgoglio di generazione in generazione.

- Gli Abiti Tradizionali (Trachten) e l’Arte del Vivere
In Tirolo e nelle regioni alpine, il Dirndl (l’abito femminile con corsetto, camicetta e grembiule) e i Lederhosen (i pantaloni in pelle maschili) non sono semplici costumi storici, ma sono ricchi di significati. Ad esempio, la posizione del fiocco sul grembiule comunica lo stato civile: a sinistra indica che la donna è single, a destra che è sposata o impegnata, al centro per le giovanissime, dietro per le vedove.
Il successo del turismo austriaco non è frutto del caso, ma di una pianificazione strategica basata sulla destagionalizzazione, sull’efficienza delle infrastrutture e sulla capacità di distribuire i flussi tra grandi capitali d’arte e turismo alpino. In un mercato globale sempre più competitivo, l’Austria continua a registrare numeri record puntando sulla qualità dei servizi, sulla sostenibilità e sull’armonia tra residenti e visitatori.
A cura di Alessandra Campia







































