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POLONIA
 (a cura del ministero degli Esteri)
 

Dopo la rilevante crescita economica del 2011 (PIL a +4,5%), la Polonia ha risentito degli effetti della crisi, registrando un minore aumento del PIL nel 2012 e nel 2013 (rispettivamente +2,1% e 1,6%) a causa di una debole domanda interna ed esterna, dell'incertezza della zona euro, delle manovre fiscali in atto e del rallentamento del mercato degli investimenti. Per il 2014, si stima un aumento del PIL del +2,7%, grazie anche ai nuovi fondi europei che forniranno maggiore dinamicità all'economia.[Fonte: EIU november 2014]

La Polonia è favorita da una posizione geografico-strategica che la colloca al centro delle direttrici europee per gli scambi commerciali. Il Paese attrae un crescente interesse di aziende europee ed extra-europee grazie non solo alla disponibilità e apertura delle Autorità polacche verso gli investimenti esteri e alle agevolazioni fiscali e logistiche offerte nelle Zone Economiche Speciali (ZES), ma anche alla sua peculiare capacità di fungere da hub logistico e distributivo per proiettarsi verso i mercati dell'’est.

La disponibilità di una forza lavoro giovane e qualificata e con buone conoscenze linguistiche costituisce un asset della Polonia. La disponibilità di professionalità con forti specializzazioni è resa possibile da una vasta rete di centri accademici (oltre 500) che con oltre 100.000 docenti formano oltre 2 milioni di studenti, con un elevato numero di laureati in facoltà tecnologiche e scientifiche. Tale disponibilità di capitale umano qualificato è confermata dalla presenza nel Paese di numerosi centri di R&D di multinazionali e dalla costante domanda per esperti polacchi di IT.

Anche nel 2014-2020 la Polonia è risultato il principale beneficiario dei fondi UE stanziati nell'ambito della Politica di Coesione, con un afflusso finanziario di circa 82,5 mld di euro, a cui si sommano i fondi della PAC (€ca 32 mld. di euro).

 

 SETTORI PIU' INTERESSANTI

 

ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

In Polonia la principale fonte di energia è il carbone fossile. I vettori “acqua, eolico, solare, geotermico” contribuiscono infatti solo per lo 0,41% del consumo nazionale (dati 2010). Occorre inoltre notare che in Polonia non vi sono ancora centrali nucleari, nonostante il governo polacco sia propenso ad avviare la costruzione del primo impianto. Pertanto, rispetto alle nuove direttive UE, la quota d’energia rinnovabile nel bilancio energetico nazionale è assai modesta, anche se, conformemente alle direttive europee la Polonia deve portare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili al 15,5% entro il 2020. Per raggiungere tale obiettivo è necessario un massicio investimento - soprattutto da parte di aziende straniere - in impianti di nuova generazione.

La Polonia sta inoltre diventando attrattiva di investimento per la produzione di componenti per impianti di generazione di energia. Si stima che ci siano oltre 200 aziende di produzione che lavorino nel settore delle rinnovabili [Fonte: PAIiIZ e Istituto delle Energie Rinnovabili]. Infine, secondo EurObserv'ER, la Polonia si classifica al quinto posto nell'UE nella produzione di energia da biomasse solide. Il Paese è anche leader all'interno dell'UE per totale di impianti eolici installati. Ciò premesso il settore delle tecnologie per il mercato energetico e per la sostenibilità ambientale polacco, supportato da consistenti risorse comunitarie, offre numerose opportunità per le aziende italiane del settore, finora affatto sfruttate. La Polonia si trova infatti  nella necessità di ammodernare e/o ricostruire gli impianti energetici esistenti alimentati a carbone, alcuni dei quali ormai antiquati e fatiscenti, facendo anche ricorso a sistemi di co-combustione (biomasse+carbone), di cogenerazione (energia elettrica+termica) e soprattutto a fonti di energia rinnovabili – eolica, idroelettrica, solare, geotermica, da biomassa (scarti del legno e dell’agricoltura) – per assicurare sia una maggiore sicurezza energetica sia una più adeguata tutela dell’ambiente. Nell’ambito del vasto programma di privatizzazione delle centrali energetiche per la produzione di calore ed elettricità, si aprono scenari molto interessati nel campo delle tecnologie per il miglioramento dell’efficienza energetica e della compatibilità ambientale, nella produzione, nella distribuzione dell’energia elettrica e termica, nonché nello sviluppo delle reti di distribuzione del gas. La Polonia ha poi potenzialità di produzione di energia idro-elettrica a livello locale attualmente poco utilizzate e dispone di vaste risorse per la produzione di energia da biomassa mediante gli scarti dell’industria del legno, dell’agricoltura e dell’orticoltura. E’ promettente inoltre la possibilità di utilizzo di biogas. Un altro settore energetico che si sta rapidamente espandendo è quello della produzione di additivi per il biodiesel (colza). Per l’ammodernamento e la ristrutturazione del comparto elettrico nazionale, il cui fabbisogno è stato quantificato nell’ordine di 50 miliardi di dollari circa, le Autorità polacche hanno chiesto espressamente il coinvolgimento di aziende e capitali esteri. Molte le agevolazioni offerte: incentivi ai produttori di energie rinnovabili (certificati di origine); i produttori di rinnovabili hanno accesso prioritario alla rete di trasmissione; energia ottenuta da fonti rinnovabili è esente dalla tassa di consumo; la tassa di connessione alla rete per piccoli impianti (<5MW) è ridotta del 50%; e, infine, gli investimenti in energia pulita potranno essere co-finanziati dal Fondo Nazionale per la Protezione Ambientale e la Gestione delle Acque.

 

Prodotti alimentari

Il mercato polacco dei prodotti agro-alimentari e del vino è in continua crescita in termini di domanda interna sia per prodotti di produzione polacca sia per i prodotti importati. La crescita del reddito disponibile determina un cambiamento delle abitudini alimentari polacche. I consumatori apprezzano sempre di più i cibi “sani” e l’offerta alimentare italiana viene considerata un ottimo compromesso da questo punto di vista.

Questa fase storica è probabilmente il momento migliore per affermarsi nella coscienza del consumatore polacco, disponibile a pagare un sovrapprezzo per prodotti alimentari importati di buona qualità. Sotto quest’aspetto i prodotti italiani hanno una posizione privilegiata, considerando la percezione positiva di cui gode l’Italia.

Occorre notare che il progressivo cambiamento delle abitudini alimentari dei polacchi, dovuto all’incremento dei redditi e ad una maggiore attenzione per una dieta equilibrata, comporta una diminuzione del consumo di carne (soprattutto carne rossa) a favore del consumo di frutta e verdura ed a questo fenomeno è connesso lo sviluppo del mercato dei prodotti biologici, anche importati, che diventano in Polonia sempre più noti e richiesti. Cresce inoltre la spesa per gli alimenti di IV gamma e per i piatti pronti, nonché per i salumi, anche importati, e si nota la contemporanea diminuzione dei consumi di prodotti alimentari di base.

 

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