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ALGERIA

(Fonte. Ministero degli Esteri)

Le relazioni economiche bilaterali rimangono molto solide: oltre allo storico rapporto energetico, che si è evoluto e diversificato nel corso dei decenni, l’Italia nel tempo ha consolidato una posizione preminente tra i principali partner commerciali dell’Algeria. L’Italia infatti si colloca tra i paesi concorrenti in una posizione primaria con volumi export importanti: nel 2013 l'Italia è stato il secondo cliente dell'Algeria (dopo la Spagna) e il terzo paese fornitore (dopo Cina e Francia). Circa 180 imprese italiane sono insediate in Algeria.

Perché scegliere l'Algeria: 

  • Dimensione del mercato e tasso di crescita

  • Ingenti investimenti pubblici

  • Costi energia, materie prime e lavoro bassi

  • Vicinanza geografica e simpatia per l'Italia

  • Stabilità politica

 L'Algeria ha una popolazione di 37,9 milioni di abitanti (2013) di cui circa il 15% (5,5 milioni) gode di un livello di reddito paragonabile a quello della classe media europea. La popolazione è giovane (quasi la metà ha meno di 19 anni) e cresce di circa 700.000 individui l'anno. L'Algeria è il paese con la superficie maggiore nel continente africano. Le stime del FMI prevedono per il 2014 una crescita del PIL del 3,4%. I consumi privati dovrebbero aumentare del 7,6% nel 2014 e del 3,7% nel 2015, e gli investimenti del 6,4% nel 2014 e del 3% nel 2015 (stime EIU). Grazie all'abbondante dotazione di gas e petrolio e alla scelta politica di garantire a tutti i cittadini l'accesso a tali risorse, l'Algeria presenta costi molto bassi per energia elettrica e prodotti petroliferi. Significativamente inferiori rispetto alla media europea i costi di alcune materie prime come i rottami ferrosi. Anche il costo della manodopera è allineato ai livelli del nord Africa, ed è quindi molto ridotto rispetto alla sponda nord del Mediterraneo. Nel 2014 si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno visto la riconferma del Presidente uscente Abdelaziz Bouteflika e anche nelle ultime elezioni legislative, svoltesi nel 2012, i partiti di Governo avevano ottenuto un deciso successo. In un contesto geografico segnato da molte incertezze e fragilità, l'Algeria continua presentare un quadro politico sostanzialmente stabile.

Il paese ha pianificato investimenti pubblici di assoluto rilievo nel settore delle infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, trasporti pubblici cittadini) e per l'edilizia residenziale. Forte è l'interesse per lo sviluppo di partenariati con imprese straniere che possano apportare un contributo positivo in termini di nuove tecnologie e know how. Nel settore edile, il mercato algerino offre importanti sbocchi per i prodotti italiani sia per quanto riguarda i macchinari che i materiali. Il settore dell'edilizia e dei lavori pubblici rappresenta, con circa il 10%, il motore della crescita del PIL algerino negli ultimi anni. Oltre alle azioni di modernizzazione di aeroporti e porti, vi è un  vasto piano di sviluppo dell'edilizia abitativa volto alla realizzazione, in breve tempo, di alloggi per la popolazione. La domanda di materiali da costruzione è in forte crescita.

Il settore agricolo e agro-alimentare occupa più del 23 % della popolazione attiva. L’agricoltura partecipa con il 10% al PIL, questa tendenza si è confermata negli ultimi anni. I motori di crescita del settore agro-alimentare e agricolo sono le filiere della cerealicoltura, lattiero-casearia, conserviera, olii,  raffinazione zucchero e imbottigliamento. A monte del settore delle industrie agro-alimentari,  vi sono più di un milione di aziende agricole che coprono più di 8,5 milioni di ettari dei terreni coltivabili.

Altro settore sul quale puntare sono i macchinari agro-alimentari per i quali sono stati messi in campo importanti agevolazioni e incentivi. A titolo d’esempio una superficie di circa 400.000 ettari è stata censita a livello nazionale per lo sfruttamento agricolo e per l’allevamento a beneficio dei giovani investitori. L’impegno del governo algerino punta alla diversificazione del sistema produttivo del paese e  questo si traduce in uno specifico programma volto a  migliorare le tecniche di produzione con un rinnovo dei macchinari e delle tecnologie. 

Nei piani di sviluppo e attrazione degli investimenti esteri del ministero del Turismo algerino c'e' il "grande sud" sahariano ma anche i circa 1500 km di coste quasi del tutto vergini da sviluppare e le zone vicine ai siti archeologici romani, dove potenziare l'offerta in termini di strutture di ricezione, ma anche da rendere piu' fruibili ai visitatori. Molti i progetti già avviati. In piedi, ci sono 750 progetti per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, portati avanti dal settore privato, e destinati alla creazione di ben 45 mila posti letto entro il 2015. 

Per la vendita: Ricambi e componenti auto per concessionarie, autofficine, gommisti, autolavaggi ecc. rappresenta un’opportunità per il nostro sistema produttivo del comparto. Il mercato dell'auto in Algeria ha mostrato interessanti tassi di crescita negli ultimi anni, grazie al miglioramento del potere d’acquisto della popolazione, ad un sistema di trasporti pubblici poco efficiente ma anche a causa della vetistà del parco auto, di cui il 68% ha più di 10 anni di età. Nel settore della ricambistica per auto e della componentistica per autofficine, autolavaggi ecc. una fascia ampia del mercato è occupata da prodotti di fascia bassa, spesso di origine turca e cinese, talvolta addirittura contraffatti. Negli ultimi tempi, tuttavia, sta crescendo la consapevolezza dei consumatori sui rischi per la sicurezza derivanti dall'utilizzo di questi prodotti e si aprono interessanti opportunità per il “made in Italy”, che gode di un'immagine molto positiva.

Il programma di rilancio deIl’economia algerina si basa in modo particolare sulla realizzazione di importanti nuove infrastrutture come autostrade, dighe, università, alloggi, e ha favorito lo sviluppo dell’import di beni strumentali. Tale macro comparto ha rappresentato il 38% del totale delle importazioni dell’Algeria durante lo scorso esercizio. In relazione agli altri Paesi concorrenti, l’Italia occupa il secondo posto dopo la Francia, ed è considerata come il fornitore privilegiato di attrezzature e macchinari per le PMI algerine in molti settori. Il rilancio del settore dell’edilizia e delle costruzioni permette alla nostre aziende di incrementare la presenza di macchinari e materiali, macchine utensili in generale alla siderurgia, da quelle per l’industria alimentare all’edilizia e agli impianti per l’energia. Grande richiesta anche di materiale per l’edilizia e macchinari.

 

 

 

TUNISIA

 (fonte Ministero degli Esteri)

La Tunisia é il paese del Nord Africa più vicino all'Italia. 4 voli giornalieri (2 tunisair e 2 Alitalia) collegano i due Paesi. Le aziende che si impiantano in Tunisia godono di incentivi fiscali. Le nostre imprese sono invogliate dalla presenza di mano d'opera qualificata e competitiva, abbondante e a basso costo e dai costi molto competitivi dei fattori di produzione.

Primo Paese della sponda sud del Mediterraneo ad aver superato le tappe necessarie per la realizzazione di una zona di libero scambio con l`Europa, la Tunisia è entrata a tutti gli effetti, a partire dal 1° gennaio 2008, nella zona di libero scambio per i prodotti industriali, ponendo fine al previsto periodo transitorio di smantellamento tariffario, stabilito in dodici anni e caratterizzato da un’attività politica di sostegno a livello macro economico unita a un sistema di riforme multi settoriale. Esistono tuttavia ancora dei settori in cui il Paese ha forme di barriere non tariffarie.

La Tunisia potenzialmente raggrupperebbe tutti gli elementi per costituirsi come “piattaforma”per l’approccio ai mercati contigui, avvantaggiandosi degli accordi bilaterali e multilaterali con i Paesi dell’UMA(Unione Maghreb Arabo).L’Accordo di Agadir in particolare, stipulato tra Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania, prevede la libera circolazione di beni industriali tra i quattro Paesi firmatari a partire dal 1° gennaio 2005.Tuttavia, tale integrazione regionale, pienamente operativa dal punto di vista giuridico-internazionale, stenta, nei fatti, a tradursi in flussi significativi di scambi.

Dove investire

  • Prodotti tessili
  • Prodotti delle miniere e delle cave
  • Trasporto e magazzinaggio
  • Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura
  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)

Cosa vendere

  • Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche

E' il primo settore nelle importazioni tunisine

  • Prodotti delle altre industrie manufatturiere

I prodotti delle industrie manifatturiere sono al secondo posto nella classifica delle importazioni

 

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