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 STORIA DELLE TERME

L’importanza che le terme rivestivano in Grecia è testimoniata dalle numerose statue che rappresentano figure femminili che, sotto il getto di acqua di una fontana, si bagnano con le acque delle terme; ma i veri centri benessere con la grande diffusione delle terme e la costruzione di bagni e centri termali avvenne in epoca romana. Nell’antica Roma le terme nacquero dapprima dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero gli stabilimenti termali anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute. Al riscaldamento dell'acqua provvedevano i focolari sotterranei che diffondevano aria calda dagli ipocausti gli spazi sottostanti alle pavimentazioni sospese dei vani da riscaldare.

Prima dal III secolo a.C. tra il popolo romano non era molto diffusa la cultura del bagno termale e l’igiene personale era molto ridotta e limitata a qualche bagno nel Tevere; sotto l’influenza del popolo greco invece le terme ebbero una vastissima diffusione e, all’interno delle case vennero realizzate delle stanze dedicate alla cura del corpo e all’igiene personale che presero il nome di Balnea. I primi bagni pubblici non erano molto accoglienti, ma permettevano anche alla povera gente di beneficiare degli effetti curativi delle acque; ben presto, vista la larga adesione che i bagni trovarono tra la gente, vennero costruite numerose altre strutture e già nel 25 a.C. vennero costruite la prime terme che andarono a sostituire i bagni pubblici. Fu proprio dal I sec. a.C. che le terme divennero una vera e propria istituzione sociale a tal punto che Agrippa, a cui era affidata la cura dei bagni in qualità di edile, ne ordinò il censimento, contandone ben 170; dando poi prova di grande munificenza verso il popolo romano, sancì la gratuità dei bagni pubblici di Roma facendosi egli stesso carico di ogni onere e tra il 25 e il 19 a.C. fece dono alla città di un nuovo grandioso impianto termale realizzato nel Campo Marzio: da questo momento in poi gli antichi balnea, vennero designati con il nome di thermae.

 

Queste ultime erano i bagni pubblici ai quali il popolo accedeva per concedersi un bagno; la struttura si componeva di tre parti distinte:

 

  • Frigidarium: che si costituiva di una piccola stanza per il bagno freddo,

  • Tepidarium: costituito da una stanza in marmo che faceva abituare il corpo allo sbalzo di temperatura tra una stanza e l’altra,

  • Calidarium: l’ultima stanza che era molto luminosa ed era costituita da tinozze e bacini e nelle strutture più grandi e più importanti si trovava una vera e propria piscina.
    Ai complessi più grandi, resi maestosi da marmi e decorazioni pregevolissime, erano annesse biblioteche, sale per riunioni e conferenze, palestre, stadi, solari. Vi si svolgevano scambi sociali, culturali e commerciali; i porticati ospitavano botteghe di ogni genere, c'erano giardini e passeggiate.

 

 

 

Le terme erano aperte a tutti ed erano un vero e proprio luogo di benessere: i Romani le frequentavano si può dire quotidianamente ed indipendentemente dal ceto sociale. Per lavarsi usavano la pietra pomice e la cenere di faggio, che portavano all'inaridimento della pelle, oppure una pasta composta da polvere d'equiseto, argilla e olio d'oliva.

Dopo il lavaggio, i fruitori delle terme erano soliti spostarsi nelle sale adibite ai massaggi, che effettuavano con oli profumati e unguenti speciali importati per lo più dall'Oriente e dall'Egitto, come la mirra e l'olio di mandorle.

Se consideriamo la terapia idrica in senso stretto, i romani si sottoponevano a quella che oggi si può definire "stimoloterapia aspecifica", legata cioè solo agli effetti fisici del bagno in acqua: calore, pressione idrostatica e galleggiamento, sfruttando piscine ed ambienti a diversa gradazione di calore.

In questo periodo le terme più importanti erano quelle di Caracalla e si costituivano come luogo di incontro di politici e personaggi importanti; le terme di Roma si presentavano come un luogo di relax, benessere, con piscine, parchi e librerie, ma c’era una sostanziale differenza tra le terme pubbliche, destinate all’igiene personale al popolo, dalle terme private che si caratterizzavano per un’indole più aristocratica e politica.

Le terme videro però un periodo di abbandono con la diffusione del cristianesimo che imponeva ai fedeli di non dedicarsi al piacere, che avrebbe portato al peccato, ed anche a  causa delle invasioni barbariche che causarono molti danni agli impianti idraulici. Molte struttura vennero chiuse e solo nel Medioevo si ebbe la rinascita delle terme e dei bagni.

E' possibile affermare, semplificando, che nel Medio Evo, mentre l'uso del bagno come pratica igienica andò scomparendo ed il suo antico valore sociale ed edonistico venne messo al bando, si assistette alla nascita dell'idrologia con fisionomia di pratica terapeutica. Si tentò, perciò, di approfondire maggiormente i meccanismi d’azione delle varie acque in base alla natura delle sorgenti stesse (sulfuree, ferruginose, nitrose, albuminose, ecc.) e, in base a ciò, capire quali potessero essere i diversi benefici.

Si cercò di riattivare alcune strutture come Abano e si valorizzarono le terme di Salsomaggiore e Montecatini. Oltre al bagno e alla bibita, bevanda a base di acqua e di sostanze benefiche per i problemi gastrointestinali, si iniziano ad utilizzare le inalazioni di vapori provenienti dalle sorgenti e l’applicazione di fanghi.

 

                                       

 

Le cure termali guadagnarono una fama ancora maggiore durante il Rinascimento, grazie soprattutto allo sviluppo della stampa che permise una rapida diffusione di opere idrologiche. Nel Rinascimento, tuttavia, le conoscenze ed i metodi di utilizzo delle acque non progrediscono sostanzialmente rispetto al Medio Evo e l'acqua rimase sempre, secondo la teoria umorale, "un mezzo per allontanare dall'organismo umori guasti ed alterati e veleni responsabili delle malattie". Si iniziò, però, a riconoscere azioni più specifiche per i vari tipi di acque: inizia quindi a esserci un primo vero e proprio differenziamento delle pratiche idrologiche (ad es. malattie della pelle trattate con acque sulfuree, problemi ginecologici con bagni salso-iodici ecc.). Inoltre, nel XVI secolo, oltre alle normali regole igienico-sanitarie, si iniziarono a consigliare anche pratiche come il salasso o l’applicazione di ventose prima e dopo i bagni e a prepararsi alla cura idrologica utilizzando dei purganti per depurare il corpo.

Dal XVIII secolo si assiste allo sviluppo scientifico della medicina con l'affermarsi del metodo sperimentale. Soprattutto il sopravvenire della chimica moderna, rese possibili le prime indagini sulla composizione delle acque minerali, e contribuì alla svolta scientifica dell'idrologia.
Nell'800, con l'ulteriore progredire delle scienze chimiche, fisiche e biologiche, l'acqua minerale si delineò nella sua fisionomia moderna di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente. Una grandissima quantità di studi e l'attività di illustri cultori del termalismo garantirono un supporto scientifico alle terapie, ne ampliarono i campi di intervento e le metodiche di applicazione.
Anche l'architettura termale subì un netto incremento e le stazioni si arricchirono di strutture anche imponenti e fastose: parchi, giardini, luoghi di incontro e lussuosi alberghi.
Assistiamo, tra l'800 ed il '900, al fenomeno del termalismo d'élite. L'élite economica e culturale va a "passare le acque" ed a ritemprarsi alle terme, ma progressivamente il fenomeno si estenderà alle classi medie.

Ai nostri giorni la medicina termale è una scienza che utilizza, al pari di ogni altra disciplina medica, presidi diagnostici e terapeutici resi disponibili dal progresso tecnologico e delle conoscenze e che promuove e sviluppa la ricerca scientifica. Attualmente, la ricerca in campo idrologico nasce da basi di stretta collaborazione tra le Cattedre di Idrologia, Farmacologia, Biochimica e Fisiologia e di tutte le numerose branche della medicina nelle quali l'intervento termale assume un significato preventivo, terapeutico o riabilitativo.

 

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