Nova Pangea

 
 

La cultura svolge un ruolo determinante nello sviluppo di una popolazione.

Per questo motivo abbiamo ritenuto importante impegnarci, insieme ad altre associazioni, in iniziative che leghino la cultura allo sviluppo etico.

In ogni nostro evento e conferenza il business è unito alla cultura, nella convinzione che non si possa lavorare in un Paese o con un popolo se non se ne conoscono profondamente le tradizioni e gli usi e che possa talvolta essere interessante conoscere la storia e le origini delle professioni e delle attività che incontriamo ogni giorno.

Cercheremo di parlare di cultura con intere pagine dedicate alle aree di cui ci occupiamo. La cultura come un insieme di storia, arte, letteratura, curiosità, usi, ambiente, natura, risorse, affinché la nostra associazione possa essere veramente una finestra sul mondo.

 

 

 

L'ACQUA, ORO BLU DEL PROSSIMO MILLENIO

(tratto dal Seminario sull'acqua tenutosi il 22 gennaio 2014)  

Mark Twain diceva che «il whisky serve a bere, mentre l’acqua a litigarci sopra». Stando al nuovo libro di Chellaney, docente indiano, autore del libro “Water, Peace and War” (Acqua, guerra e pace), sembra che avesse proprio ragione.

Può sembrare banale dire che l’acqua è un bene prezioso per il benessere, indispensabile per la vita. E così ricordare che essa è elemento indispensabile per ogni attività umana, dall’agricoltura all’allevamento, dalla produzione di energia al funzionamento delle miniere. Basti pensare che noi consideriamo l’acqua unico mezzo per spegnere un incendio, ma dobbiamo incominciare a immaginarla anche come fonte stessa di fuoco. La fiamma ossidrica all’acqua, infatti, che si alimenta ad idrogeno ed ossigeno prodotti dall’elettrolisi dell’acqua è ben preferibile rispetto a quella tradizionale per la salute dell’uomo e perché elimina la necessità di immagazzinare bombole contenenti ossigeno e idrogeno.

Sebbene la quantità di acqua sul nostro Pianeta sia grandissima, si valuta che solo l’1% sia effettivamente disponibile per l’uomo, a fronte di un  fabbisogno medio di  200 l/ab/giorno.

Nella storia lo scarseggiare di risorse ha sempre portato l’uomo a combattere. E’ opinione diffusa che dopo la guerra del sale del XVII sec. e le ben più importanti guerre scoppiate nel secolo scorso per il petrolio, si assisterà in un prossimo futuro a importanti conflitti bellici per lo sfruttamento dell’oro blu: l’acqua.

Diatribe importanti per lo sfruttamento dei corsi d’acqua si sono già visti: dal conflitto indo-pakistano in Punjab per il fiume Indus, i problemi per lo sfruttamento del Tigri e dell’Eufrate tra Turchia, Siria ed Iraq, del bacino del Giordano e del fiume Nilo tra Egitto e Sudan.

Non a caso in Water, Peace and War viene argomentato che già a partire dal 2025 alcune grosse città cominceranno a mostrare i primi segni di stress economico-sociale causati da insufficienza d’acqua non salata. Il primo di questi agglomerati urbani dove la situazione potrebbe precipitare è Sana’a, la capitale dello Yemen, una città di 2 milioni di persone le cui falde acquifere sotterranee sono sfruttate con ritmi che porteranno presto a un loro esaurimento. 

Alla città del Golfo potrebbero poi seguire Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi e Quetta, nel nord del Pakistan ed entro la metà di questo secolo i “rifugiati dell’acqua”, ovvero persone che emigrano dalla loro città d’origine per trovare rifugio in posti dove l’acqua è più abbondante sono stimati in oltre 200 milioni.

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